Coleottero giapponese

Popillia japonica

Japankaefer
Al centro: Coleottero giapponese su foglia di vite in Piemonte, Fotografa: Cristina Marazzi, Servizio fitosanitario cantonale TI. In alto a sinistra: Coleottero giapponese nel tipico comportamento assunto in situazioni di pericolo.

Lo scarabeide di origine giapponese è stato catturato per la prima volta nel 2017 al confine meridionale della Svizzera. Il primo focolaio su suolo svizzero è stato rilevato nell’estate del 2020 nel sud del Ticino, di conseguenza è stata definita una zona di contenimento alla fine del 2020. Nel 2021, un solo coleottero maschio è stato catturato nel cantone di Basilea Città, da cui il monitoraggio è stato notevolmente intensificato in un raggio di 15 km. Non sono stati trovati altri coleotteri. Anche in Ticino, le catture al di fuori della zona infestata e della zona cuscinetto erano catture singole. Tutte le catture individuali sono state trovate lungo i principali assi di trasporto (strada e ferrovia). Le esperienze dall'estero mostrano che i mezzi di trasporto rappresentano un rischio di diffusione. Popillia japonica è regolamentata in Svizzera come organismo da quarantena, ed è quindi soggetta all’obbligo di notifica e di lotta.

Lo scarabeide di origine giapponese Popillia japonica fu trasportato accidentalmente negli Stati Uniti all'inizio del ventesimo secolo dove, al contrario di quanto accade in Giappone, causa danni considerevoli. In Europa, il coleottero giapponese comparve per la prima volta negli anni settanta sulle isole Azzorre. Nel 2014, è stata accertata la presenza di un suo focolaio in Italia, nei pressi di Milano. La prima cattura in territorio svizzero è avvenuta nel 2017, grazie a una trappola a feromoni posta vicino alla dogana di Stabio. Nell’estate del 2020 è stato rilevato un primo focolaio nel Mendrisiotto. Inoltre, è stata riscontrata una distribuzione diffusa del coleottero in ampie parti del Sottoceneri. Nonostante i grandi sforzi per eradicare il coleottero, ciò non ha avuto successo. Per questo, il 1° dicembre 2020 è stata definita una zona di contenimento nel sud del Ticino, allo scopo di impedire un’ulteriore diffusione del coleottero.

Visti gli ingenti danni che può provocare, il coleottero giapponese è regolamentato in Svizzera e nell’UE come organismo da quarantena, ed è quindi soggetto all'obbligo di notifica e di lotta.

Gli adulti di coleottero giapponese assomigliano a quelli del comune maggiolino degli orti, da cui si distinguono grazie ai ciuffi di peli bianchi presenti ai lati dell'addome e sull'ultimo segmento addominale. Il livello d'infestazione va monitorato utilizzando trappole a feromoni. In Svizzera, non esiste attualmente alcun prodotto omologato per combattere questo parassita. Una prova di laboratorio, condotta da Agroscope, ha evidenziato che la lotta biologica con funghi entomopatogeni, già utilizzati contro il grande maggiolino di S. Giovanni e il maggiolino degli orti, sembra molto promettente e potrebbe consentire di combattere il coleottero giapponese, utilizzandolo come fatto contro il maggiolino (Melolontha melolontha).