Trovata la soluzione a un temuto germe nell’industria lattiera

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Hans Graber studia una coltura batterica standard. Il «suo» test genetico è indispensabile per i detentori di bestiame da latte.

Lo Staphylococcus aureus è un agente patogeno molto temuto nell’industria lattiera. Comporta minori entrate dovute alla cattiva qualità del latte e agli elevati costi accessori. Il formaggio a base di latte crudo infetto può anche causare intossicazioni alimentari negli esseri umani. Un nuovo test genetico consente di rilevare in modo affidabile l’agente patogeno, un’innovazione per tutta la filiera del latte.

Lo Staphylococcus aureus genotipo B (Staph. aureus GTB) è presente in tutta la Svizzera, seppure con differenze regionali. È un agente patogeno molto contagioso, si diffonde attraverso sistemi di mungitura contaminati, provoca infiammazioni alle mammelle delle vacche e finora è stato molto difficile debellarlo. Le aziende alpestri sono quelle più colpite, dal momento che spesso si mungono tutte le vacche di mandrie provenienti da aziende diverse, indistintamente.

«Un test genetico tanto difficile da sviluppare, quanto pratico da utilizzare».

Il batterio riesce a penetrare nel latte attraverso le mammelle. A determinate condizioni, nel formaggio forma tossine resistenti al calore, che possono provocare dolori addominali, vertigini e vomito negli esseri umani. La garanzia che il latte sia privo di questo agente patogeno è particolarmente importante per la Svizzera, poiché la produzione di formaggio a base di latte crudo è molto diffusa su tutto il territorio nazionale.

Un semplice test di routine

Tanto difficile è stato lo sviluppo del test genetico, quanto pratica è la sua applicazione. Gli addetti alla mungitura possono raccogliere da soli i campioni di latte e i risultati delle analisi di laboratorio sono disponibili già il giorno successivo. Si tratta di un test molto sensibile che rileva unicamente lo Staph. aureus GTB, anche in grandi quantità di latte. Il test, che permette di monitorare grandi mandrie e arrestare la diffusione della malattia, è persino in grado di rilevare l’agente patogeno che ha colpito un’unica vacca nel latte di 138 animali. Per scoprire la vacca infetta, occorre tuttavia esaminare i singoli animali.

Il vantaggio: si riduce l’uso di antibiotici nella detenzione di bestiame da latte, diminuiscono i costi per le aziende e migliora la qualità del latte e del formaggio. In questo modo si sostengono economicamente le aziende lattiere.

Risanamento completo di tutte le mandrie

Il metodo migliore per debellare l’agente patogeno è quello di risanare l’intera mandria. I ricercatori di Agroscope lo hanno dimostrato in uno studio sul campo. Tra le altre cose, hanno sottoposto le vacche al nuovo test genetico e le hanno suddivise in gruppi che sono stati munti separatamente. Le vacche infette sono state trattate con antibiotici. In soli nove mesi tutte le aziende sono state risanate, indipendentemente dalle dimensioni della mandria, dalla razza delle vacche da latte e dal sistema di mungitura. Sulla base di questi risultati, da circa un anno e mezzo in Ticino, la regione in cui l’agente patogeno è più diffuso, è in atto un progetto di risanamento sostenuto dalla Confederazione che sta dando ottimi risultati.

Communicata stampa Agroscope

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