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Pubblicato il 30 luglio 2025

L’elotide del cotone si sta spostando a nord

L’elotide del cotone è un organismo nocivo pericoloso per l’orticoltura. Originaria dei Tropici, a causa del cambiamento climatico questa farfalla migratrice è giunta anche in Nord Europa. La sua popolazione ha attualmente raggiunto un picco. Agroscope sta monitorando gli esemplari e individuando contromisure.

L’elotide del cotone e i suoi bruchi appartengono alla famiglia delle Noctuidae. Avendo a disposizione un vasto spettro di piante ospiti, questo organismo nocivo può potenzialmente provocare ingenti danni. In Svizzera, i bruchi hanno infestato fagioli, piselli, ceci e mais dolce, oltre che al mais da semina in pieno campo. Ma anche la verdura a foglia come l’insalata e la bieta da taglio non è stata risparmiata. In serra risultano particolarmente colpiti pomodori, melanzane e peperoni. I giovani bruchi non si limitano a nutrirsi delle foglie, ma riescono a penetrare rapidamente anche nei baccelli e nei frutti. Con il raggiungimento di stadi larvali più avanzati si rilevano danni considerevoli.

Situazione attuale

Nella seconda metà del mese di luglio 2025, in molte regioni si è registrata una maggiore presenza dell’elotide del cotone fino all'inizio dell'attuale periodo piovoso. Finora si è verificato un basso numero di catture solo nelle zone centrali dell'Altopiano, come la Seetal (AG, LU), la regione di Baden (AG) e Wädenswil (ZH), anche se, in campi isolati, sono stati rilevati danni.

Prevenzione attraverso monitoraggio e igiene sul campo

Poiché è difficile prevedere esattamente quali regioni di coltivazione potrebbero essere colpite e quando, il monitoraggio con trappole a feromoni è fondamentale. In questo modo è infatti possibile riconoscere tempestivamente la comparsa del parassita e adottare misure di protezione mirate.
Una buona igiene del campo è essenziale dopo un'infestazione. La frantumazione e l'incorporazione di residui colturali nel terreno possono distruggere le larve e le pupe che vi si sviluppano.

Prodotti contro i bruchi dell’elotide omologati per alcune colture

In orticoltura, sono attualmente omologati per l'uso contro il bruco dell’elotide i seguenti insetticidi per le colture elencate:
I preparati batterici Bacillus thuringiensis var. aizawai e Bacillus thuringiensis var. kurstaki hanno ricevuto un’omologazione per esempio per pomodori, peperoni, fagioli, mais e lattuga cappuccio. Per i pomodori si possono inoltre usare il baculovirus contro l’elotide e spinosad. Nel caso della lattuga cappuccio, in aggiunta ai preparati batterici è ammesso solo l’impiego di spinosad.

È stata adottata un'omologazione di emergenza per virus entomopatogeni valida fino al 30.11.2025 per i fagioli e fino al 31.10.2025 per il mais dolce.

Alcune delle misure di controllo elencate sono rispettose nei confronti degli organismi utili, in particolare nei confronti degli imenotteri parassiti autoctoni, che possono parassitare le larve dell’elotide del cotone.

Ricerca su metodi biologici

Il dott. Olaf Zimmermann ha intrapreso i primi esperimenti con vespe Trichogramma (parassitoidi delle uova) in collaborazione con l'Istituto Julius Kühn, in Germania: si consiglia di impiegarne in contemporanea tre specie diverse.

Ulteriori informazioni

Per saperne di più

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Monitoraggio proficuo di un parassita degli ortaggi

L’elotide del cotone è un parassita invasivo nelle colture orticole. Nel 2024, Agroscope e i suoi partner hanno dato il via a un monitoraggio nazionale per individuare la sua presenza tempestivamente, ottimizzare l’utilizzo degli insetticidi ed evitare maggiori perdite di resa.

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