Strategia di lotta e misure

La strategia di lotta correntemente adottata si articola in tre fasi: prevenire, eliminare e arginare
 

La strategia di lotta è stata elaborata nel 1999 da un gruppo di lavoro composto da rappresentanti della Confederazione e di alcuni Cantoni. La direttiva n. 3 è entrata in vigore il 1° luglio 2006.

1. Prevenire

La prima tappa della strategia di lotta consiste nel controllare le importazioni. A tale scopo esistono diversi strumenti, come il passaporto fitosanitario per vivai o la stazione di quarantena, con i quali si cerca di impedire che il fuoco batterico si propaghi attraverso piante malate nelle quali l’infezione non si è ancora manifestata. In diversi Cantoni gli arbusti di cotognastro (Cotoneaster salicifolius), particolarmente sensibili a questa malattia, sono stati eliminati in via precauzionale.

2. Eliminare

Se si constata la presenza di fuoco batterico all’interno del Paese, scatta la seconda tappa, ossia l’eliminazione dei focolai. Le piante malate devono essere distrutte. Nel raggio di 250 metri attorno al focolaio, inoltre, ogni vegetale che potrebbe essere stato colpito dal fuoco batterico è controllato da vicino, così da individuare eventuali altri casi. Questa fase richiede controlli sistematici; una volta individuati i focolai, le piante colpite devono essere eliminate rapidamente (ossia entro 4 settimane) e nel rispetto di precisi criteri tecnici. I costi per il controllo e per le misure di lotta sono coperti dallo Stato.

3. Arginare

Se malgrado i serissimi controlli e le misure di lotta adottate, negli anni seguenti si constati nuovamente un focolaio, occorre passare alla terza tappa della strategia, ossia diminuire il potenziale di infezione di piante sane. Questa fase va considerata come un compito a lungo termine, fondato sul sistematico annientamento di ogni nuovo focolaio individuato. Lo Stato si assume i costi per il controllo, ma non quelli legati alle misure di lotta.